Sant'Agostino detto Santiago, un "paese senza"
30 giugno 2013
20 Maggio 2012. Ore 4:04. Non tutti possono dire di conoscere il momento in cui la propria esistenza cambia. Io sì. Noi sì. Da quella notte di maggio è come se il mondo per noi si fosse resettato. È come se, in un grande gioco di società, la nostra pedina fosse stata bruscamente rispedita al via. Noi. Già, noi. Prima persona plurale. Nessuna parola nel vocabolario può esprimere in maniera più piena cosa significa essere emiliani. Noi siamo abituati a stare insieme, ad essere comunità, ad esprimerci attraverso lo stare insieme. E anche quando tutto cade, non c’è altra maniera di declinare il nostro stato d’animo. Noi. Noi vuol dire anche la paura di essere abbandonati, dimenticati. Solo Noi. A dover ripartire, ricostruire, lottare. A gridare al mondo che Santiago Non Molla, che neanche questa tragedia può rubarci la speranza e la voglia di tornare a sognare e vivere la nostra bella terra. Dalle pagine di un social network, agli altoparlanti di un concerto, dai microfoni di una webradio alle lacrime di una madre. Questo è il nostro grido. Questa è la nostra resistenza. Sostieni la nostra ricostruzione.
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Marco Vito Vitali
Sant'Agostino è un piccolo comune nella provincia di Ferrara colpito dal sisma del 20 maggio. In un articolo apparso su “La Repubblica” nella settimana dopo la scossa, di Jenner Meletti, Sant'Agostino veniva definito come un “paese senza”. La definizione è sicuramente corretta. Sant'agostino è senza la propria storia, senza la propria identità. Gli edifici storici ci sono ancora ma verranno abbattuti, le aziende non ci sono più e il lavoro è fermo. A Sant'Agostino da dopo la scossa non è cambiato nulla. Il paese è tagliato a metà, gli anziani e la popolazione continuano a fare la spola tra la casa e la piazza in cui il municipio è ancora piegato in avanti con lo squarcio sulla fiancata, il campanile continua a essere tagliato dalle crepe, mutilato. La statua di Sant'Agostino che capeggiava il timpano della chiesa è ancora per terra, spaccata, nella stessa posizione in cui è caduta la mattina del 20 maggio. L'orologio segna ancora le 4:04 e due biciclette sono parcheggiate sotto il campanile dalla sera prima della scossa. Il tutto è transennato, la strada statale che passava per la piazza è interrotta dalle transenne dei vigili del fuoco e il traffico è deviato su una via secondaria che inizia a perdere pezzi, non essendo abituata a reggere il traffico pesante. Le scuole sono lì, inagibili le medie di Sant'Agostino e le elementari della frazione di San Carlo. Si dice che verranno abbattute e ricostruite a tempo di record per permettere agli studenti di incominciare l'anno scolastico.
Le aziende tutto intorno sono ferme, e di conseguenza anche l'economia. Il colosso, la Ceramica Sant'Agostino, è piegato su se stesso, un intricato groviglio di lamiere, sotto le quali hanno perso la vita due lavoratori. Tutti si chiedono quando si ripartirà. Vedendo sui siti delle aziende, si può leggere che qualcuno è già ripartito con le consegne, si è spostato momentaneamente in capannoni sicuri fuori dalle zone terremotate. Il danno per l'economia rimane comunque inestimabile. Moltissimi sono i lavoratori che sono rimasti in cassa integrazione, con la paura di non riuscire a riprendere il proprio lavoro, la paura che le aziende si possano spostare all'estero se gli aiuti sventolati dallo Stato non dovessero arrivare. A San Carlo, la frazione del comune più colpita, c'è ancora il campo di tende allestito dalla Protezione Civile. La zona rossa è sempre presente e le strade all'interno del paese rimangono chiuse. La popolazione è esausta per questa situazione. Le voci si rincorrono, si dice che il paese stia venendo trascinato giù dalla terra che sprofonda, altri dicono che la terra, dopo la fuoriuscita di sabbia si sia compattata, ma di certezze non ce ne sono, se non quella che per ora il centro del paese rimane chiuso.
È passato un mese e mezzo dalla scossa che ha cambiato la vita dei Santagostinesi, cosa è cambiato a Sant'Agostino? È cambiato l'atteggiamento della popolazione, meno spaventata, impaziente di voler ricominciare a lavorare, a ricostruire e di riprendersi il proprio paese. Gli emiliani sono così, non sanno stare con le mani in mano ad aspettare. È cambiata la presenza dello Stato; da quando non ci sono più le televisioni Sant'Agostino è rimasto solo, come tutte le zone colpite dal terremoto. Si aspetta che vengano abbattauti gli edifici pericolanti, per cominciare a ricostruire ma nulla viene fatto. Si susseguono le voci ma finché “dall'alto” nessuno comunica come e quando agire, tutto rimane fermo. Sono ancora presenti i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile, anche se in numero minore, ma di aiuti dello Stato non ne arrivano e Sant'Agostino rimane ad essere un “paese senza”, con la voglia di ripartire ma che non può. Occupy Santiago è stata la manifestazione fatta dagli abitanti del paese per chiedere visibilità, per dire che Sant'Agostino è ancora in ginocchio e che servono aiuti. Il 28 e il 29 luglio una due giorni di musica e cultura aiuterà a raccogliere fondi per Sant'Agostino. I Santagostinesi si stanno rimboccando le maniche per rialzarsi ma la paura di rimanere soli, abbandonati dallo Stato è grande e si sente sempre di più da quando le TV se ne sono andate. Ci si domanda quando la situazione ritornerà alla normalità. Ripartiremo, ci rialzeremo e torneremo a essere quell'Emilia di sempre. Ma riprendendo la frase che mio padre mi disse dopo la scossa riguardo al tornare alla normalità, “la tranquillità che a Sant'Agostino abbiamo sempre avuto, non ce la ridà nessuno”. E intanto si aspetta...
Gianluca Pino Pizzotti
Gianluca e Marco sono due ragazzi di Sant'Agostino, studenti dell'Università di Padova e volontari della webradio universitaria RadioBue.it. Loro e gli altri ragazzi di Sant’Agostino chiamano il loro comune “Santiago”. Da qui è nato il nome di una raccolta fondi on line #SantiagoNonMolla, patrocinata dall’Ateneo e dai Rappresentati degli studenti e rivolta a tutti gli universitari di Padova. Il 30 settembre si chiuderà e il ricavato sarà consegnato nelle mani del Sindaco. Dona anche tu su www.shinynote.com/story/santiago-non-molla-530
Multimedia: guarda il video girato da Gianluca il 21 maggio a Santiago


