Giornalismo: Marco Almagisti ricorda Giorgia Iazzetta
31 maggio 2013
Quando lo si sente parlare dinanzi ai suoi studenti, Marco Almagisti, professore di Scienza Politica all’Università di Padova, è impeccabile. Lezioni intense, ricche di stimoli e spunti, impreziosite dalla presenza di validi ospiti, politologi e giornalisti di rilievo. I sentimenti e i ricordi più intimi, però, il professore li custodisce gelosamente e preferisce lasciarli fuori dall’aula universitaria, condividendoli con chi possa comprenderne la reale profondità e autenticità. Chi conosce il lato riservato del politologo bresciano, potrebbe stupirsi ascoltando l’intervista rilasciata a RadioBue.it, in merito al premio giornalistico alla memoria di Giorgia Iazzetta.
In realtà, solo in pochi sanno quanto possa essere stato difficile trattenere il nodo alla gola e raccontare ciò che, Giorgia, sua amica e collega, ha rappresentato nella sua vita e in quella dei suoi cari e colleghi. La giornalista chioggiana, scomparsa prematuramente all’età di 35 anni nel novembre del 2011, è una di quelle persone con la quale il professore Almagisti ha instaurato un «affetto molto forte, tra i più profondi che siano dati da vivere». Si erano conosciuti in occasione della presentazione del libro di Giovanni, figlio di Aldo Moro, nonché amico comune e, a partire da quel momento, hanno creato le fondamenta per un rapporto di amicizia e di stima reciproca. Per ricordare il lavoro ammirevole realizzato dalla Iazzetta, è nato il premio giornalistico, che porta il suo nome. Patrocinato dall’Ordine dei giornalisti del Veneto e da Nordest Net, editore della rivista NES Nordest Sanità, il premio è stato presentato durante un convegno sulla diagnosi del tumore al seno ed è destinato ai giornalisti iscritti all'Albo del Veneto che alla data del 30 giugno 2012 non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età e che presentino un articolo o servizio su temi sanitari. Il riconoscimento èispirato ai valori che hanno contraddistinto il lavoro della Iazzetta, tra cui la cura per l’aspetto umano della storia raccontata; nei suoi scritti, infatti, è sempre presente il tema del rispetto per il prossimo e l’attenzione per le ricadute morali delle parole che vengono affidate alla stampa.
Basta incrociare lo sguardo del professore Almagisti, per rendersi conto di quanto la sua emozione sia palpabile e di quanto forte sia il desiderio di voler lasciare una testimonianza indelebile, della figura di Giorgia Iazzetta. Parole, che hanno il sapore di un legame ingiustamente spezzato, che però resta intatto nella memoria, nonostante lo sgomento per la sua assenza sia ancora evidente. Per i suoi colleghi è difficile convivere con il vuoto che la Iazzetta ha lasciato, la ricordano tutti come la stakanovista dal sorriso solare, con un grande cuore e un’incontenibile voglia di vivere. La stessa che riusciva a trasmettere al suo amico Marco, nonostante fosse consapevole che il suo ultimo viaggio fosse, purtroppo, alle porte. Il coraggio, la tenacia, la passione per il suo lavoro sono sempre stati i tratti distintivi della Iazzetta, come figlia, amica e collega. «La straordinaria capacità di coniugare il grande lavoro che svolgeva e di nutrire la sua vita di tanti aspetti diversi» dà il senso, secondo Almagisti, di quanto Giorgia potesse donare ancora a se stessa e a chi ha avuto il piacere di incrociare il suo percorso.
La malattia contro la quale ha combattuto tenacemente non ha scalfito la bellezza della sua persona né le ha impedito di coltivare i numerosi interessi e passioni, fondamentali per sentirsi sempre viva. I viaggi in Italia e in Europa, la musica, lo sport, le mostre d’arte, la lettura: questi e molti altri erano i principali motivi per cui Giorgia Iazzetta, non ha mai smesso di lottare, sino a quel 30 novembre 2011. «Abbiamo imparato molto da lei, insegnava moltissimo e ci rendeva parte dei suoi interessi», spiega il professor Almagisti, a testimoniare la grande preparazione e professionalità che la giornalista chioggiana era sempre in grado di dimostrare. Giorgia rappresenta, senza dubbio, l’immagine della donna di spessore, la cui presenza metteva in ombra molti di coloro che le stavano accanto. «Giorgia non aveva alcun complesso di inferiorità, nessuna insicurezza fuori luogo, non aveva timore di dire la sua», aggiunge il professor Almagisti, «la sua osservazione era una prospettiva di cui avevo bisogno per essere completo». È quello che Gregory Bateson, antropologo, sociologo e psicologo britannico, chiama deuterapprendimento, per descrivere il processo attraverso cui si "impara ad imparare".
La laurea con lode in Scienze della Comunicazione, la carriera brillante intrapresa nel mondo del giornalismo con diverse collaborazioni, dal Corriere del Veneto all’edizione bolognese del free press La Piazza, non le hanno impedito di percorrere un binario parallelo, verso gli studi di scienza politica. Giorgia Iazzetta, infatti, ha fornito un prezioso contributo all’ex Dipartimento di Studi storici e politici dell’ateneo di Padova , nonché allo standing group sulla “Qualità della democrazia” della SISP, Società Italiana di Scienza Politica, di cui Almagisti è coordinatore insieme a Leonardo Morlino. Nello standing group si è occupata delle questioni legate alla comunicazione politica nell’ottica del miglioramento della qualità della democrazia, approfondendo per lavoro e per passione, il ruolo dei cittadini e i processi di partecipazione civica. Che la Iazzetta fosse una “combattente”, i suoi cari e amici ne erano pienamente consapevoli. Nessuno di loro si è stupito del fatto che la giornalista, costretta dalla malattia al ritiro forzato dalla professione, avesse recuperato le forze e la determinazione per fondare e dirigere Comunicatoripubblici: portale di news, eventi e idee sulla comunicazione.
«Giorgia non mollava mai», ribadisce il professor Almagisti, invitando quanti vogliano intraprendere la carriera giornalistica a fare altrettanto, con sacrificio, dedizione e serietà. Sebbene le condizioni fisiche non le permettessero di raggiungere la sede bolognese di Comunicatoripubblici, Giorgia, non rinunciava alle sue responsabilità redazionali, continuando a indossare i panni della direttrice incisiva in grado di dettare i ritmi di lavoro; un vero e proprio leader. Il suo temperamento, spiccatamente meridionale (il padre è di origini napoletane), emergeva sul posto di lavoro, fuori dalla redazione e anche nei momenti peggiori della sua vita: «Quando andavo a trovarla c’era il suo sorriso ad accogliermi, apriva in due la giornata», ricorda con commozione il suo amico Marco. Puntigliosa sì, ma fresca e fragrante, ci tiene a precisare il professore, «si preoccupava di come stessero procedendo le mie ricerche e dell’ordine sulla mia scrivania, ma quando riusciva a venire a Padova era per tutti un momento di festa. Giorgia portava gioia e vitalità».
Ci sono ancora studenti, che dopo averla conosciuta durante una lezione di scienza politica, continuano a scrivere messaggi sulla sua pagina di Facebook, ancórati all’idea che Giorgia possa leggere ancora i tanti apprezzamenti nei suoi confronti. In quel pomeriggio di primavera del 2009, Giorgia raccontava a un uditorio attento e interessato, la sua mission: non è possibile parlare di qualità della democrazia se non si considera contestualmente la qualità della vita dei cittadini. Carismatica la Iazzetta spiegava agli studenti i casi di eccesso di cittadinanza, le esperienze di cittadini processati per eccesso di dovere, nonché i casi legati al Tribunale del Malato. Giorgia era cresciuta in questo clima di particolare sensibilità nei confronti dei diritti del cittadino, essendo nato a Chioggia uno dei centri più influenti di Cittadinanzattiva, movimento di partecipazione civica nato nel 1978 e che opera in Italia e in Europa per la promozione e la tutela dei diritti dei cittadini e dei consumatori.
Il concorso giornalistico a lei dedicato scade il 30 ottobre e il 30 novembre, nel primo anniversario della sua scomparsa, sarà premiato il vincitore con 2.000 euro. Il professor Almagisti, sarà uno dei membri della giuria per la valutazione degli elaborati, insieme a Martina Zambon (consigliere Ordine Giornalisti del Veneto), Antonella Agnello (Ordine dei Medici e Odontoiatri di Padova), Cosimo Di Maggio (Professore Ordinario Radiologia di Padova, già Direttore dell’UOC Senologia Istituto Oncologico Veneto), Giampietro Vecchiato (consigliere nazionale FERPI, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana), Umberto Iazzetta (Presidente Regionale Cittadinanzattiva – Tribunale del Malato), Giuseppe Caraccio (Direttore editoriale Nes – Nordest Sanità), Maria Stella Zaia (Vicedirettore editoriale Nes – Nordest Sanità), Ines Brentan (Direttore responsabile Nes – Nordest Sanità), Elisabetta Boscolo Anzoletti (giornalista), Alessandra Lionello (giornalista), Giacomo Piran (giornalista). Possono concorrere al premio gli autori di servizi in lingua italiana pubblicati da quotidiani, agenzie di stampa, settimanali, periodici, siti internet, o di servizi radiotelevisivi, pubblicati, trasmessi o diffusi nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2012 ed il 30 settembre 2012.
Almagisti sottolinea che il concorso «potrebbe lenire il dolore di chi ha perso Giorgia»: si tratta infatti di «un’iniziativa per essere all’altezza del suo ricordo». Sempre molto sensibile a favorire e promuovere i giovani talenti, il professore ribadisce che il premio Iazzetta, «contribuisce ad attirare l’attenzione sugli sforzi che fanno molti giovani per nobilitare la professione giornalistica».
…Buon viaggio hermana querida, e buon cammino ovunque tu vada, forse un giorno potremo incontrarci, di nuovo lungo la strada… (Modena City Ramblers, “La strada”)
di Fabrizia Settembrino
Info: elaborati da consegnare entro il 30 ottobre 2012 - il bando di partecipazione è scaduto
Multimedia: ascolta l'intervista al professor Marco Almagisti su RadioBue.it


