Sala dei Giganti

La Sala detta “dei Giganti” era in origine uno dei principali ambienti di rappresentanza del palazzo dei Carraresi, signori di Padova nel Trecento, ed era decorata da un ciclo di affreschi con uomini famosi della storia antica, basato sull’opera De viris illustribus di Francesco Petrarca, già ospite e amico di Francesco I da Carrara.

Della decorazione trecentesca, alla quale probabilmente lavorarono, negli anni Settanta del Trecento, pittori come Altichiero da Zevio e Jacopo Avanzi, rimane oggi solo l’immagine di Petrarca nel suo studio, pur pesantemente ritoccata nei secoli successivi.

Verso la metà del Cinquecento la Sala, allora in rovinoso stato di conservazione, fu restaurata nell’ambito di un ampio intervento di ristrutturazione della ex reggia carrarese, trasformata sotto il dominio veneziano nel palazzo del Capitanio, sede dell’autorità preposta al comando militare di Padova dalla Repubblica Serenissima.

Tra il 1539 e il 1541 il capitano di Padova Girolamo Corner, esponente di una importante famiglia veneziana, promosse una nuova decorazione della sala, riproponendo, pur con significative varianti nella selezione dei personaggi illustri, ma con analogo intento didascalico e celebrativo, lo schema e i soggetti di quella trecentesca.

I pittori chiamati a realizzare il complesso programma iconografico, strettamente ispirato alla storia romana antica e alla classicità, furono Domenico Campagnola, Stefano Dall’Arzere e, probabilmente, Gualtiero Padovano; è stata ipotizzata anche la partecipazione di Giuseppe Porta Salviati, artista di formazione centroitaliana, e dell’olandese Lambert Sustris, che da Roma era approdato a Venezia e quindi a Padova, dove rimarrà fino al 1548.

Sulle due pareti lunghe, negli spazi scanditi da finte colonne, si succedono 44 figure di re e imperatori (da Romolo a Carlo Magno) e di personaggi dell’età repubblicana, proposti come esempi di valore militare, di buon governo, di giustizia e di pace; sulle pareti brevi, invece, sono raffigurati sei celebri uomini di lettere patavini o legati all’ambiente padovano, a sancire l’importanza della città liviana con la sua università quale supremo polo culturale del territorio veneto.

La Sala è stata da sempre legata alla vita dell’università: già poco dopo la sua realizzazione vi si organizzavano feste da ballo per gli studenti e, dal 1631 fino al 1912, fu la sede della Biblioteca universitaria.

Nel 1999, grazie al contributo dell'Associazione degli Amici dell'Università, è stato restaurato il soffitto ligneo cinquecentesco e, agli inizi del 2003, sono stati ultimati i restauri dello scalone monumentale. L’ultimo restauro della Sala, terminato nel 2008, ha riguardato la decorazione pittorica delle pareti, in precario stato di conservazione a causa anche di vecchi e non consoni rifacimenti e ridipinture. L’intervento è stato condotto dall’Ateneo in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e l’Associazione per il restauro del patrimonio artistico italiano (ARPAI), con il contributo di numerosi donatori privati.

Per visionare la Sala è possibile partecipare alle visite guidate.

Servizio Cerimoniale e manifestazioni

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