Orto botanico patrimonio Unesco

La fondazione del più antico orto botanico universitario del mondo, quello padovano, risale al 1545, quando il Senato della Repubblica di Venezia decide di dar vita al progetto di Francesco Bonafede, docente e studioso dei “semplici”, le piante medicinali. La necessità di un luogo in cui coltivare e studiare le erbe ad uso terapeutico, potendo contare sulla loro osservazione diretta, nasceva dai frequenti errori nell’interpretazione dei testi classici e dalle numerose truffe commesse dagli speziali, i commercianti di erbe curative.

L’Orto Botanico costituisce il punto d’arrivo di una lunga tradizione scientifica cittadina in questo campo. Nel Medioevo Padova aveva conosciuto personalità di spicco, come Pietro D’Abano, traduttore di Galeno, e Giacomo Dondi, divulgatore delle opere di Dioscoride. L’Orto, realizzato da Daniele Barbaro e Pietro Da Noale, ebbe come primo curatore Luigi Squalermo detto Anguillara, che fece introdurre e coltivare circa 1800 specie. A causa dei continui furti di piante, nel 1552 la struttura dell’Orto, di forma circolare con un quadrato inscritto, fu cinta con un muro.

Oggi l’Orto Botanico accoglie 6000 specie diverse, e dal 1997 fa parte della Lista del Patrimonio Mondiale Unesco (World Heritage List) come bene culturale. Tra i preziosi alberi storici dell’Orto, il più famoso è una palma di San Pietro messa a dimora nel 1585 e resa famosa da Goethe, che le dedicò alcuni scritti e opere scientifiche; vi sono poi un platano orientale del 1680 con il fusto cavo, un ginkgo del 1750 e una magnolia forse risalente al 1786.

Da settembre 2014, a seguito dell’acquisizione di una nuova area a sud dell’Orto botanico antico, sono aperte al pubblico le nuove serre del Giardino della biodiversità, un simbolico microcosmo che permette al visitatore di sperimentare le diverse condizioni climatiche e di vegetazione presenti sulla Terra.

Il sito web dell'Orto botanico