Patologie renali acute e croniche
Le metodiche medico-nucleari non hanno un ruolo principale nell'identificare la causa di una disfunzione renale poichè molte patologie renali presentano alterazioni aspecifiche della perfusione e dalla funzione. Con la scintigrafia renale sequenziale è, però, possibile determinare la presenza della patologia e l'eventuale diverso grado di compromissione dei due reni.
Benchè siano spesso poco specifici, si possono definire, nei loro aspetti più caratteristici, i quadri scintigrafici delle principali patologie.
Insufficienza renale
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L'insufficienza renale clinicamente manifesta è sempre dovuta ad una malattia renale bilaterale, poichè un solo rene normale è sufficiente per mantenere una normale funzione escretoria.
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Se viene eseguita una scintigrafia renale sequenziale, in caso di insufficienza renale la concentrazione parenchimale del radiofarmaco è compromessa e si osserva una debole visualizzazione del parenchima dei reni, che, in caso di insufficienza cronica, appaiono anche ipoperfusi e di dimensioni ridotte; inoltre, la ridotta funzione renale provoca una debole visualizzazione della vie escretrici. La scarsa capacità dei reni di concentrare il radiofarmaco causa la permanenza di notevole radioattività "di fondo" nei tessuti extrarenali, per tutta la durata dell'indagine.
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Le curve renografiche presentano una riduzione della massima ampiezza proporzionale al grado di insufficienza, fino al quadro di curva piatta che si osserva nei casi più gravi
Pielonefrite
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L'indagine più indicata è la scintigrafia renale statica che permette di visualizzare i foci di pielonefrite acuta; a questo scopo, la scintigrafia risulta più sensible dell'urografia e dell'ecografia che identificano adeguatamente le cicatrici parenchimali provocate da una pregressa pielonefrite, ma sono poco sensibili nel riconoscimento di un'infezione renale in fase acuta.
Scintigraficamente si osserva franca ipocaptazione del parenchima affetto, che risulta spesso bilaterale e può interessare il rene "in toto", nel caso di una pielolonefrite acuta diffusa, mentre è localizzata ad una o più regioni renali in caso di patologia focale o multifocale.Le aree di ipocaptazione focale dovute alla pielonefrite acuta solitamente non alterano il profilo renale, come invece avviene per le ciccatrici.
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I danni parenchimali da pielonefrite acuta sono spesso transitori e completamente reversibili e, se adeguatamente trattata, nella maggior parte dei casi non lasciano cicatrici parenchimali.
Le eventuali cicatrici appaiono scintigraficamente come incisure ipocaptanti del profilo corticale renale e, nei casi gravi, si osserva una riduzione delle dimensioni del rene.
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Per la ricerca delle cicatrici parenchimali, la scintigrafia ha una sensibilità di poco superiore a quella dell'ecografia, ma ha il vantaggio di valutare contemporaneamente la funzionalità renale, di essere meno operatore dipendente e, nel "follow-up", di permettere un giudizio più sicuro riguardo all'andamento della malattia per mezzo di un confronto, facile e preciso, fra le immagini acquisite in periodi diversi.
Immagini 3D di scintigrafia renale statica in paziente con pielonefrite acuta

Stessa indagine ripetuta dopo quattro mesi dalla guarigione clinica
Lesioni occupanti spazio
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Le masse renali vengono generalmente evidenziate con le tecniche di imaging morfologico (ecografia, urografia, TAC, RM), spesso eseguite per problemi non renali.
Esse possono corrispondere a:
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cisti (semplici, complesse, malattia fibrocistica);
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neoplasie benigne (angiomiolipoma, nefroma mesoblastico);
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neoplasie maligne (carcinoma a cellule renali, linfoma, tumore di Wilms);
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processi infiammatori (ascesso).
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Il ruolo principale della medicina nucleare nella gestione di questi pazienti è di fornire i valori di funzionalità renale separata, in vista di un'eventuale intervento di nefrectomia, mentre, per quanto riguarda l'approfondimento diagnostico della massa, si limita alla scintigrafia renale statica che può essere utile nella diagnosi differenziale delle pseudomasse benigne (ipertrofia di una colonna del Bertin, rene a gobba di dromedario, permanenza di lobulazioni fetali).
Le pseudomasse, essendo composte da tessuto renale normale, captano il radiofarmaco ed appaiono come aree iso-ipercaptanti, tutte le altre lesioni non captano il radiofarmaco e appaiono come aree scintigraficamente ipocaptanti.
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Alla scintigrafia renale sequenziale, il reperto comune, e quindi poco specifico, corrispondente ad una massa renale, è un'area ipoconcentrante il radiofarmaco, sia in fase corticale sia nelle immagini tardive.
L'aspetto in fase di perfusione può, a volte, aggiungere qualche informazione:
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le lesioni cistiche di discrete dimensioni appaiono ipoperfuse;
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gli ascessi renali possono apparire iperperfusi;
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molte neoplasie maligne appaiono francamente iperperfuse.
Malattie congenite
Rene multicistico
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Patologia non familiare che interessa prevalentemente il sesso maschile, generalmente monolaterale, se bilaterale provoca la morte nel periodo neonatale
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Il rene affetto presenta aumento delle dimensioni, displasia parenchimale e ipoplasia ureterale
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Scintigraficamente, in corrispondenza della loggia renale si osserva, solitamente, un'area di grandi dimensioni che presenta captazione disomogenea e francamente ridotta.
SCINTIGRAFIA
RENALE
SEQUENZIALE
rene multicistico
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