Voglio amare per favore! Disabilità, sessualità, professionalità, buone prassi

Università inclusiva

Il 6 dicembre 2016 è stato realizzato presso la Fornace Carotta di Padova un convegno che aveva l’obiettivo di promuovere il confronto sulla tematica dell’affettività-sessualità delle persone con disabilità. La giornata è stata organizzata da una rete di sette enti che si occupano di persone adulte in situazione di disabilità (Azienda Ulss 16, ANFFAS, Associazione DownDadi, Associazione “Nuova Realtà”, Cooperativa Polis Nova, Fondazione IRPEA, OPSA), in collaborazione con l'Università di Padova – Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia, e Psicologia Applicata (FISPPA).  

L’evento ha rappresentato l'esito di un progetto di formazione e supervisione tra pari in cui i professionisti dei servizi, a partire dall'esperienza quotidiana e dagli approfondimenti teorici realizzati in alcuni anni di formazione comune, hanno riflettuto sulle loro “buone prassi”, con lo scopo di costruire un modello progettuale che, valorizzando i buoni esempi ricavabili dalla quotidianità, si ponesse come finalità la piena partecipazione di tutti gli attori coinvolti (Canevaro, 2006; Canevaro e Ianes 2015).

Il Repertorio di Buone Prassi è stato perciò il fulcro del convegno, durante il quale i gruppi di professionisti hanno presentato e commentato le quattro tematiche che l’hanno caratterizzato: l’identità professionale e il lavoro d’équipe; l’alleanza educativa con la famiglia; la disabilità complessa; la quotidianità e le progettualità in tema di educazione all’affettività-sessualità.

L’intero percorso si è rivelato un’opportunità per promuovere la cultura inclusiva, sia perché al centro dell’itinerario c’era il tema del diritto alla sessualità delle persone con disabilità (Artt. 23 e 25 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità), sia perché il progetto ha favorito il ripensamento dei servizi stessi, chiamati ad aprirsi alla comunità per creare sinergie positive con gli altri stakeholders.