Protocollo d’intesa tra università e ufficio scolastico regionale

Un accordo per collaborare insieme su educazione di qualità, equa e inclusiva, e opportunità di apprendimento per tutti.

Una collaborazione sempre più stretta per contribuire insieme a una società sempre più inclusiva e sostenibile: è questo il senso del protocollo d’intesa firmato il 16 febbraio 2018 da università di Padova, rappresentata dal rettore Rosario Rizzuto, e Ufficio scolastico territoriale per il Veneto, per il quale è intervenuta la direttrice generale Daniela Beltrame.

Lo scopo è di rendere scuola e università sempre più aperti alle diverse esigenze oggi presenti nella società: non solo quelle delle persone con disabilità, ma anche ad esempio degli studenti con difficoltà di apprendimento, oppure provenienti da contesti di disagio sociale. Persone che devono essere sempre più percepite come risorse da valorizzare, piuttosto che elementi da marginalizzare e da escludere. Ma per questo, sottolineano i firmatari, è necessario non solo un cambiamento culturale, ma anche la creazione di percorsi di confronto e di formazione, sia per i docenti che per gli studenti.

“Dovrebbe essere scontato ma purtroppo non lo è: per davvero essere forte una società deve essere libera e giusta ovvero deve difendere i diritti sostanziali, soprattutto dei più deboli”, ha detto durante la presentazione dell’accordo il rettore Rizzuto. Oltre all’inclusione però ci deve essere anche la sostenibilità, mirando a garantire gli stessi diritti anche alle generazioni future: “Per questo stiamo lavorando al progetto ‘Padova Ateneo sostenibile’, che declinerà tutte le nostre attività nell’ottica della sostenibilità”.

L’accordo firmato oggi si inserisce nel quadro del complesso di azioni e servizi portati avanti dall’università di Padova in tema di inclusione: “Possiamo dire che in questo campo l’università di Padova ha una solida tradizione – ha detto Laura Nota, delegata del rettore in materia di inclusione e disabilità e referente del progetto per l’università di Padova assieme a Francesca Da Porto, prorettrice all’edilizia e sicurezza –: siamo stati infatti i primi a far partire l’inserimento universitario degli studenti con disabilità, oramai negli anni ’90”. Secondo il direttore generale dell’università di Padova Alberto Scuttari “La sfida oggi è di far tesoro di questa tradizione ma al tempo stesso di trasformarla, passando da un concetto di assistenza, che implica una separazione, a un’attenzione che è nelle cose di tutti i giorni: dal modo in cui si organizza una lezione a quello in cui si gestisce uno spazio, una mensa o un calendario didattico”. Perché fare tesoro delle diversità significa anche che tutti dobbiamo modificare un poco le nostre abitudini e il nostro modo di pensare.

Le prime azioni concrete dell’accordo, la cui durata per il momento è stabilita in tre anni, saranno essenzialmente tre, secondo quanto ha illustrato la professoressa Nota. Verrà innanzitutto varato un progetto pilota con le scuole superiori che dovrebbe coinvolgere circa 200 studenti, al fine di elaborare modelli di percorsi educativi e didattici; in secondo luogo si mira a coinvolgere gli insegnanti delle scuole nel General Course in Diritti umani e inclusione varato a partire dal 2016 dall’università di Padova. Infine dovrebbe essere varato un master interateneo in inclusione, previsto a partire dal prossimo anno accademico. Già nel febbraio dello scorso anno infatti l’università ha sottoscritto un accordo con il quale è stato istituito il Coordinamento delle Università del Triveneto per l’Inclusione (UNI3V), a sottolineare l’importanza di promuovere azioni orientate a rafforzare la cultura dell’inclusione, creando contesti di studio e lavoro capaci di rispondere ai bisogni di persone con difficoltà e vulnerabilità.

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