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Sclerosi multipla: finanziato progetto padovano

17 marzo 2017

Assegnati nei giorni scorsi da Roche 800 mila euro per finanziare i progetti di ricerca per la “medicina di precisione”, ovvero per quegli studi che abbiano come obiettivo – nelle differenti discipline mediche - cure sempre più a misura del singolo paziente.

Circa 340 i progetti al vaglio della Roche, ma solo 8 quelli scelti, finanziati ciascuno con 100 mila euro.

Nella rosa dei vincitori anche Padova con il progetto La neurodegenerazione della via ottica e l’attivazione gliale* retinica nella Sclerosi Multipla con o senza neurite ottica, uno studio che vede coinvolti ricercatori dell’università di Padova coordinati da Paolo Gallo, direttore del Centro ad alta specializzazione per la sclerosi multipla nel Veneto e docente  del dipartimento di Neuroscienze di Padova.

“L’obiettivo del progetto che abbiamo proposto a Roche è di condurre uno studio approfondito dei meccanismi neurodegenerativi lungo la via ottica e di identificare patterns di proliferazione gliale retinica all’esordio della malattia, che possano poi essere utilizzati come marcatori di efficacia delle terapie usate nella Sclerosi Multipla”, spiega Gallo. “Per fornire al medico strumenti per una più avanzata e completa valutazione clinica e prognostica del paziente e per un più corretto monitoraggio dell’efficacia dei farmaci immunomodulatori e immunosoppressori in uso nella cura della sclerosi multipla, è necessario studiare il danno neurodegenerativo della via ottica e correlare il danno infiammatorio a carico della sostanza bianca (nervo, tratto e radiazioni ottiche). Oltre a ciò, è importante studiare in vivo il comportamento delle cellule gliali retiniche, e correlare l’attività proliferativa gliale con il danno neuronale della retina che potrebbe spiegare così il progressivo processo di degenerazione retinica nei pazienti con Sclerosi Multipla”.

La sclerosi multipla è una malattia neurodegenerativa che colpisce prevalentemente la popolazione giovane, tra i 20 e i 40 anni, e con una prevalenza di oltre il doppio nel sesso femminile. In Veneto i casi si attestano intorno ai 190/200 ogni 100 mila abitanti, con una incidenza di 7 nuovi casi all’anno per 100 mila abitanti.

“Si tratta di una malattia che ha costi sociali altissimi – commenta Gallo -, circa 40 mila euro/anno, di cui la metà per spese sanitarie.  Secondo un recente studio dell’AISM la malattia incide per lo 0,2 % sul Pil nazionale. Incentivare e finanziare la ricerca in questo settore significa non solo consentire migliori terapie e qualità della vita ai pazienti, ma anche abbassare costi sanitari e sociali oggi altissimi”.