Scienza e ricerca

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A proposito di malaria e zanzare

22 settembre 2017

In questi ultimi giorni si è fatto un gran parlare di malaria a seguito della tragica morte di Sofia, una bimba di quattro anni agli Spedali Civili di Brescia dopo un triste itinerario che è passato anche da Portogruaro e Trento. I mezzi di informazione si sono riempiti di articoli, di interviste e servizi che spesso contenevano notizie inesatte o completamente false.

Dopo tante voci e non sempre intonate, vorrei far sentire il parere di un parassitologo che per formazione e lavoro si occupa di parassiti.

La malaria è una malattia parassitaria causata da protozoi del genere Plasmodium trasmessa da insetti vettori, zanzare appartenenti al genere Anopheles. In rarissimi casi la malaria può essere trasmessa anche con trasfusioni di sangue infetto, trapianti d’organo, contaminazione da materiale infetto e scambio di siringhe.

La malattia è presente soprattutto nelle zone tropicali e sub-tropicali dove ogni anno colpisce circa 500 milioni di persone causando un milione di decessi.

In passato, in seguito alle invasioni barbariche, la malaria si era diffusa anche in Italia interessando migliaia di persone; ad esempio nel 1851 in provincia di Padova venivano segnalati oltre 14.000 casi.

Alla fine del 1800 fu un italiano, G. Battista Grassi, il primo che identificò le zanzare Anopheles (An. claviger oggi An. labranchiae) quali vettori; prima della scoperta del ciclo biologico si pensava che la malattia fosse legata all’aria malsana (Mal Aere da cui malaria).

Le operazioni di bonifica, l’uso massivo di insetticidi (DDT) e di farmaci attivi sul parassita (chinino) consentirono di ridurre drasticamente la malattia e circa 70 anni fa (nel 1948) venne accertata l’interruzione della trasmissione della malaria; nel 1970 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato l’Italia tra le nazioni libere da malaria.

Quale è attualmente la situazione italiana? Ogni anno in Italia si verificano circa 600 casi di malattia quasi tutti di importazione in particolare dall’Africa sub-sahariana. Si tratta di viaggiatori che vanno in zone malariche per lavoro o turismo e di immigrati.

Il protozoo più pericoloso è Plasmodium falciparum responsabile di oltre l’80% dei casi di malaria; altri agenti di malattia sono P. vivax, P. malariae e P. ovale.

Le zanzare Anopheles appartengono a circa 450 specie; solamente una sessantina possono fungere da vettori anche se quelle realmente importanti sono meno di 30.

In Italia le zanzare del genere Anopheles sono sempre state presenti. Fino alla prima metà del Novecento i principali vettori di malaria erano rappresentati da An. labranchiae, An. sacharovi e An. superpictus.

Attualmente An. sacharovi è praticamente scomparsa, An. superpictus è presente in pochi focolai nell’Italia meridionale mentre An. labranchiae è presente soprattutto nelle regioni del centro-sud e delle isole. Quest’ultima specie sembra essere refrattaria a Plasmodium falciparum ma può fungere da vettore per P. vivax.

Nell’area costiera del Veneto e del Friuli Venezia Giulia viene segnalata la presenza di Anopheles non vettrici e basse densità di An. atroparvus.

Nel nostro Paese ci sono quindi casi di malaria, seppur importati, e zanzare che fungono da vettori.

È quindi assolutamente indispensabile mettere in atto tutte le misure di lotta (disinfestazioni, lotta ai focolai larvali, ecc.) e mantenere alta la vigilanza anche perché i cambiamenti climatici in atto favoriranno senza dubbio un incremento delle malattie trasmesse da vettori.

I recentissimi casi di Chikungunya e l’importazione, anche recente, di zanzare del genere Aedes ne sono la prova. Nel 1990 è stata importata la “zanzara tigre” (Aedes albopictus) che ha ormai invaso tutto il territorio nazionale e che spesso impedisce le normali attività all’aria aperta come la frequentazione di parchi e giardini; da pochi anni altre due “nuove” specie, provenienti dal Sud Est asiatico, sono entrate e si stanno diffondendo in Italia: Aedes koreicus (nel 2011) e Ae. japonicus (nel 2015)

In futuro dovremo necessariamente imparare a convivere con le zanzare e con le malattie trasmesse da queste e sarà necessario l’impegno di tutti (ministero della Salute, ASL, amministrazioni comunali, cittadini, ecc.) per intraprendere la dura battaglia contro questi insetti. Non so se si riuscirà a vincere la guerra, ma è una battaglia indispensabile per salvaguardare la salute pubblica.

Mario Pietrobelli