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Progetti bilaterali di ricerca Italia-Cina: il migliore è di Unipd

1 dicembre 2017

Il progetto "Il grafene ed i materiali 2D correlati per uno sviluppo energetico sostenibile e per la catalisi" del professor Gaetano Granozzi del dipartimento di Scienze chimiche dell’università di Padova, è risultato il migliore tra i 40 presentati nell'ambito dell'accordo tra il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e il National Science Foundation of China (NSFC).

Il 13 novembre 2017 a Pechino, nella sede del NSFC è stato firmato il primo accordo bilaterale tra l’ente cinese e la Farnesina per il finanziamento di 10 progetti di ricerca bilaterali nei campi dei nuovi materiali (3 progetti), fisica ed astrofisica (2), ambiente (1) e salute (4). I progetti vincitori sono stati selezionati tra una rosa di 115 progetti presentati da atenei e centri di ricerca italiani a seguito di una call conclusasi il 28 giugno 2017. In occasione della firma dell’accordo la delegazione italiana a Pechino era coordinata da Valeria Fedeli, attuale ministro del Miur. 

Il progetto "Il grafene ed i materiali 2D correlati per uno sviluppo energetico sostenibile e per la catalisi" presentato dal nostro ateneo e coordinato appunto da Gaetano Granozzi è risultato primo classificato tra gli oltre 40 progetti presentati nel campo dei nuovi materiali.

“Ginseng (Graphene related INnovative 2D materials for Sustainable EnerGetics and catalysis), così è denominato il progetto riguarda l’uso di materiali bidimensionali utili per la ricerca di soluzioni per la conversione energetica e produzione di combustibili a partire da fonti primarie di energia sostenibili”dice Gaetano Granozzi. “Tali materiali 2D sono stati finora studiati prevalentemente per applicazioni nel campo delle tecnologie dell’informazione e per raggiungere tali obiettivi i materiali 2D devono essere i più ‘ordinati’ possibile.  L’originalità di Ginseng, premiato come migliore nella sezione nuovi materiali - conclude Granozzi - consiste nello sfruttamento di vari materiali 2D per realizzare processi chimici ad alta resa e basso impatto ambientale, sfruttando la presenza di irregolarità strutturali e chimiche nei materiali stessi”.

Granozzi coordina un team italiano che coinvolge l’università di Sassari, il Cnr  e l’Istituto italiano di tecnologia (Genova). I partner cinesi del progetto Ginseng sono vari gruppi di ricerca all’avanguardia come quello della Peking University, della Sichuan University e dell’Institute of Metal Research della Chinese Academy of Sciences.

Il successo conseguito dal progetto è il risultato di un lungo lavoro di coordinamento condotto nell’arco degli ultimi anni grazie soprattutto all’organizzazione di due workshop bilaterali Italia-Cina sugli argomenti di Ginseng tenuti in Cina a Dalian nel settembre 2014 e a Genova nel 2016 e dell’eccellenza delle ricerche in questo campo condotte nel dipartimento di Scienze chimiche del nostro ateneo.

“Supportare e incentivare le opportunità di sviluppo tramite collaborazioni internazionali”, afferma Alessandro Paccagnella, prorettore alle Relazioni internazionali “è un punto cruciale nelle politiche di internazionalizzazione dell’ateneo padovano. In particolare, per supportare le molteplici collaborazioni con la superpotenza cinese l’ateneo ha da anni investito creando uno sportello con personale dedicato -il China Desk, attivo al Servizio relazioni Internazionali - e inaugurando il primo hub all’estero presso la Guangzhou University, partner decennale del nostro ateneo”.