Cultura

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Otto secoli tra studenti e professori

15 settembre 2015

Da Galileo a William Harvey, da Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, prima donna laureata al mondo, a Francis Walsingham, consigliere della regina Elisabetta I e fondatore in Inghilterra di uno dei primi servizi di informazione moderni, oltre a una serie di personaggi forse meno noti ma non per questo necessariamente meno importanti. Tutti oggi riuniti nel volume Clariores. Dizionario biografico dei docenti e degli studenti dell’università di Padova, appena pubblicato dalla Padova University Press, nuova e utile fonte per chiunque voglia accostarsi alla storia di questo ateneo.

Per i 673 personaggi (per motivi di spazio, e il dizionario si ferma al 1985) viene fornita una serie di schede agevoli e scientificamente rigorose, frutto del lavoro di 67 esperti divisi in 6 aree tematiche e dell’ausilio redazionale del Centro per la storia dell’Università di Padova. Di ognuno vengono indicati l’origine familiare, gli studi, i maestri e gli allievi, gli interessi scientifici, la produzione intellettuale, gli incarichi pubblici, le informazioni sulla presenza a Padova e le relazioni con gli studiosi contemporanei, avendo cura però di evitare l’accumulo di informazioni e di dati fini a se stessi. Si è voluto infatti concentrare l’opera in un solo volume, puntando sull’alta divulgazione: un prontuario veloce ma anche il punto di partenza per eventuali ricerche successive, dato che ogni voce è fornita di una bibliografia essenziale e aggiornata.

Il volume è frutto di quattro anni di lavoro e rappresenta una novità assoluta: si tratta infatti del primo dizionario a comprendere tutti i personaggi, compresi gli studenti, legati a un ateneo italiano fin dalla sua fondazione.

Tra le voci emerge innanzitutto per ampiezza quella dedicata a Galileo Galilei: uno spazio giustificato dal rapporto con l’ateneo padovano, tra il 1592 e il 1610 teatro, a detta dello stesso scienziato pisano, degli anni migliori della sua vita. A Padova Galileo mette a punto il famoso cannocchiale, che lo porterà a scardinare irreversibilmente la concezione aristotelico-tolemaica dell’universo. Sempre qui però viene anche denunciato per la prima volta all’inquisizione per lo scarso zelo religioso, una relazione extramatrimoniale (che gli darà tre figli) e la pratica dell’astrologia.

Del resto già prima dell’arrivo di Galileo Padova era famosa per i suoi scienziati, a cominciare dai grandi anatomisti come Andrea Vesalio, Realdo Colombo, Gabriele Falloppia e Girolamo Fabrici D’Acquapendente. A cui si aggiungono altri personaggi che, se risultano meno conosciuti al grande pubblico, non di meno offrono all’attenzione del lettore storie interessanti. Come quella tragica di Alexander Stewart (1493-1513), che frequentò lo Studium patavino alla fine del 1508 assieme al suo precettore, un certo Erasmo da Rotterdam (che in seguito vi indirizzerà parecchi dei suoi seguaci, definendolo “locupletissimum ac celeberrimum optimarum disciplinarum emporium”). Figlio naturale del re Giacomo IV di Scozia, fu in seguito cancelliere dell’Università di S. Andrews, la più antica del suo paese, prima di trovare giovanissimo la morte nella battaglia di Flodden, una delle più rovinose sconfitte dell’esercito scozzese contro gli inglesi.

Ci sono anche vicende meno tristi, ma ugualmente particolari: come quella di Antonio Marsand (1765-1842), erede di una ricca famiglia veneziana poi decaduta, avviato a carriera ecclesiastica di brillante predicatore, prima di perdere a un certo punto... la voce. Per guadagnarsi da vivere inizia allora a insegnare diritto presso l’università, di cui sarà anche rettore. La raggiunta tranquillità economica gli permetterà poi di concentrasi sui suoi veri interessi: il collezionismo librario e soprattutto la redazione di una nuova edizione del Canzoniere. Un volume di qualità filologica e tipografica senza precedenti, che rimarrà per oltre mezzo secolo il punto di riferimento per gli studi sul Petrarca. Successivamente i preziosi incunaboli della sua collezione verranno acquistati dal re di Francia e finiranno alla Bibliothèque nationale, per poi essere dispersi durante i moti rivoluzionari del 1870.

Due figure, quelle di Stewart e di Marsand, che bastano da sole a far intuire le ricchezze e le sorprese che possono arrivare dallo studio di una storia ininterrotta di otto secoli. Che arriva fino ai giorni nostri, con personaggi come Giuseppe “Bepi” Colombo (1920-1984), docente di ingegneria pioniere della navigazione spaziale, medaglia d’oro della Nasa in particolare per i suoi contributi alle missioni Mariner 10, intorno a Mercurio, e Solar Probe, ideata per studiare gli anelli di Saturno. Suoi sono progetti fortemente innovativi come quelli dell’ascensore spaziale e del “satellite al guinzaglio” , realizzato dalla Nasa dopo la sua morte: alla sua memoria l’Esa ha dedicato la prossima missione su Mercurio, il cui lancio è previsto all’inizio del 2017.

Una storia insomma fatta di tante storie, ma anche oggetti di uso quotidiano. Quanti sanno ad esempio che lo zampirone deriva il nome da quello dell’ingegnoso Giovanni Battista Zampironi (1836-1916), che proprio all’università di Padova si laureò in farmacia? O che il docente di ingegneria Enrico Bernardi (1841-1919) brevettò un modello innovativo di motore a scoppio, fondando in seguito a Padova – prima della Fiat – una delle prime società italiane di produzione di autoveicoli? Un patrimonio storico che viene finalmente offerto anche a un pubblico più vasto rispetto a quello degli esperti e che forse in futuro è destinato a crescere. Allo studio c’è infatti il progetto di mettere presto in rete le schede biografiche, con lo scopo di costituire un archivio on line da incrementare poco a poco con l’ausilio degli studiosi.

 

Daniele Mont D’Arpizio