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La nuova vita di Villa Bolasco

In una giornata di sole autunnale, Villa Revedin Bolasco risplende, mostrandosi in tutta la sua bellezza. Una “signora” quercia, che porta con eleganza i suoi 250 anni, attende paziente il passaggio dei visitatori. A pochi metri, un’altra, con un tronco massiccio dalla crescita spiralata. Querce (Farnie), tassi, cedri e carpini, e poi specie esotiche, dai cipressi calvi (Taxodium) alla diospyros virginiana, passando per il liquidambar orientalis. Sono circa 1.500 gli alberi che popolano oggi il parco della villa di Castelfranco Veneto, riempiendo i circa 8,5 ettari di spazio verde (a cui si aggiungono 2,5 ettari di lago). Un incantevole giardino romantico che abbraccia la villa, un gioiello ritrovato grazie all’intervento dell’università di Padova.

Foto: Massimo Pistore
Testi: Francesca Boccaletto

Villa Bolasco, Massimo Pistore
Villa Bolasco, Massimo Pistore
Villa Bolasco, Massimo Pistore
Villa Bolasco, Massimo Pistore

 

La villa e il parco sono stati donati all’ateneo padovano dall’ultima proprietaria Renata Mazza, vedova Bolasco. Dopo il restauro, il piano terra della villa è diventato sede del Centro per il restauro il recupero e la valorizzazione dei parchi storici e degli alberi monumentali. Una nuova vita per la dimora storica, che nei secoli conobbe molti proprietari e per molto tempo fu dimenticata. Così il parco, recuperato oggi dopo un importante intervento botanico.

Un unico filo rosso a unire gli esterni e gli interni: “Il centro diventa ora un punto di riferimento a livello nazionale e un luogo di formazione, con laboratori e aule per la didattica”, spiega il professor Paolo Semenzato del dipartimento Territorio e sistemi agro-forestali, tra i curatori del progetto di recupero del parco. Lezioni, ricerca, collaborazioni prima di tutto con l’Orto botanico di Padova.

 

 

La storia della villa viene da lontano. A metà Cinquecento le proprietà Morosini passano ai Cornaro, nel 1607 Nicolò Corner commissiona a Vincenzo Scamozzi il progetto per la riorganizzazione degli spazi.

Nel 1803 Nicolò Corner Giustinian dà in affitto a Leopoldo Verizzo la proprietà del Paradiso (sito dove oggi sono insediati villa e parco), concordando col locatario la demolizione dei due palazzi e delle adiacenze, concedendo la facoltà di poter fabbricare una casa d’abitazione.

Nel 1808 i fratelli Antonio e Francesco Revedin acquistano la proprietà per costruire un grande palazzo, destinando il terreno circostante a giardino all’inglese. A metà Ottocento l’architetto Giovan Battista Meduna predispone il progetto per la costruzione del nuovo palazzo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il progetto preliminare di recupero della villa è stato realizzato dall’architetto Enrico D’Este e dall’ingegnere Ugo Olivetti dell’università di Padova, la progettazione esecutiva è stata curata dall’architetto Giorgio Galeazzo e dall’ingegnere Renato Vitaliani. Il recupero del parco è stato curato dai professori Sergio Mutto Accordi, Paolo Semenzato e Lucio Montecchio, e dai dottori Luigi Strazzabosco e Sergio Sgrò.

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