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L'Incredibile verità di Damien Hirst

Il vero è falso e il falso è vero. Perché anche se viviamo in un’epoca in cui il simulacro della fonte conta più della fonte stessa, da qualche parte tra il falso e il vero si trova la verità. Dopo dieci anni di silenzio il nuovo lavoro di Damien Hirst parte di qui.

Tra leggende, finzioni e invenzioni archeologiche, il tesoro dell’Apistos, antica nave romana naufragata al largo dell’oceano indiano insieme al suo carico, viene mostrato per la prima volta. I cento tesori di Cif Amotan II, liberto di Antiochia affrancato dalla schiavitù e diventato ricco collezionista sono visibili nelle sedi di Punta della Dogana e Palazzo Grassi.

Treasures from the Wreck of the Unbelievable rimarrà aperta fino al 3 dicembre a Venezia.

Testi e foto di Stefano Gueraldi

 nave
  statua
  statua
  egitto
  statua dall alto
  Unbelivable - Hirst - Stefano Gueraldi
  Ishtar

dietro



 

1 Ricostruzione in scala dell’Apistos (Unbelievable, in inglese), la nave contenente i tesori di Cif Amotan II. Il relitto è la chiave per comprendere la narrazione dell’artista. Alle spalle i disegni del Cinquecento basati sulla memorie, tramandate nei secoli, del carico della nave.

 

 

 

 

2-3 L’imponente statua in bronzo raffigurante una nuotatrice e una fotografia gigante che ritrae il suo recupero in mare. Le statue recuperate dal fondale marino sono presentate con le incrostazioni originali.

 

4  Il dio greco Crono rappresentato mentre divora i suoi figli: le incrostazioni di corallo avvolgono completamente anche questa enorme statua in bronzo.

 

 

5 Hathor, dea egizia della sessualità e della maternità. Se la osserviamo bene, il suo viso ricorda quello di una famosa modella inglese.

6-7 La ricchezza del tesoro di Cif Amotan II, con i suoi ori, gioielli, monete e vasi affascina, reale o no, per la sua capacità di raccontare storie attraverso i dettagli.

8 Il demone Pazuzu domina il cortile interno di Palazzo Grassi: è la copia di una statua in bronzo più piccola raffigurante il demone, benché senza ali, rinvenuta nel relitto.

 

 

9 Il mito di Andromeda sacrificata al mostro marino: un classico, così moderno da richiamare i lavori iperrealisti di Jeff Koons (di cui Hirst è collezionista).

10-12. Bronzo della dea mesopotamica Ishtar in una rappresentazione votiva, la statua marmorea di un ermafrodito e il busto del collezionista (autoritratto di Damien Hirst).

13. Mentre tutti fotografano i reperti frontalmente, solo chi osserva attentamente può destarsi dal sogno dell’artista

 





14-16 Gli indizi sparsi nella collezione: la frase che apre la mostra, un’antica spada “romana” e un riconoscibile Mickey Mouse aggredito dai coralli.

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