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Foto: Reuters/Brian Snyder

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Libro e berretto, militante perfetto

9 febbraio 2017

Continuano le proteste negli Stati Uniti contro il divieto di ingresso nel paese dei cittadini di sette paesi a maggioranza musulmana, un provvedimento provvisoriamente annullato da un giudice federale ma che l’amministrazione Trump vuole riattivare al più presto: la questione è all’esame di una Corte d’appello federale. La mobilitazione, iniziata già il giorno dopo l’insediamento del nuovo presidente con la “Women’s March on Washington”, con i suoi milioni di berretti rosa, è anche favorita dalla The Indivisible Guide, un prontuario di resistenza dal basso contro un presidente percepito come una minaccia ai valori fondamentali dell’America.

L’obiettivo è dichiarato fin dalle prime pagine di tale guida, scaricata gratuitamente da oltre un milione di persone e 4.500 gruppi locali: la resistenza attiva contro i programmi dell’attuale amministrazione. Il testo è stato compilato da un gruppo di democratici militanti che, ispirandosi all’atteggiamento antagonista avuto dal Tea Party, un movimento di base di matrice conservatrice e populista, durante l’amministrazione Obama, ne ha adottato le tattiche in chiave anti-Trump.

Il vademecum si articola in quattro capitoli, scritti con un linguaggio diretto e integrato con esempi, che si focalizzano rispettivamente su: l’azione di contrasto dei movimenti di base in opposizione all’amministrazione Trump, il comportamento dei membri del Congresso ed il loro utilizzo al fine di salvare la democrazia, l’identificazione e l’organizzazione del proprio gruppo e, infine, le tattiche di difesa locali più efficaci.

Il primo capitolo analizza le strategie messe in atto dal Tea Party e ne trae due fondamentali lezioni: “Una strategia locale che miri individualmente ai membri del Congresso” e “un approccio difensivo puramente focalizzato a impedire a Trump di attuare un programma costruito su razzismo, autoritarismo e corruzione.” Nel secondo capitolo si dà ampio spazio al ruolo svolto dai membri del Congresso, al loro modo di pensare ed agire e a come utilizzare tali informazioni per portare, nelle sedi istituzionali, le istanze degli elettori (un esempio di questi giorni è stata la mobilitazione con milioni di lettere, telefonate e e-mail contro il nuovo segretario all’Istruzione Betsy DeVos, poi ugualmente confermata dal senato).

 Il terzo capitolo affronta il tema della composizione del movimento, che dovrà essere organizzato sulla base di gruppi locali volti a mobilitarsi nella propria circoscrizione elettorale, e i cui membri saranno chiamati a impegnarsi per il reclutamento, attraverso i social media, di nuovi partecipanti. Infine, nel quarto e ultimo capitolo, si dà ampio spazio a simulazioni su come, tra le altre cose, intavolare una potenziale conversazione telefonica tra un elettore e lo staff di un membro del Congresso, al fine di effettuare in maniera efficace le proprie rimostranze e pressioni su tematiche particolarmente delicate.

Insomma, questa guida pronta all’uso sembra fornire una prima ricetta tesa a salvaguardare la democrazia e gli ideali americani da un presidente un uomo  che appare apertamente a favore della tortura, che vieta l’ingresso nel proprio territorio a quanti scappano da miserie e conflitti, e che è pronto a innalzare barriere su base religiosa.

Giuseppe Maria De Rosa