Le opinioni

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Le diete miracolose non esistono

6 luglio 2015

Tiziana, 58 anni, frequentando un gruppo di automutuoaiuto ha perso oltre 50 chilogrammi con la sola dieta passando da 119 a 67 chilogrammi. In parecchi anni e con fatica. In pratica ha perso il 44% del peso corporeo e mantiene i suoi 67 chilogrammi da oltre sei anni. Tuttavia solo pochi ottengono questi risultati. Le migliori evidenze scientifiche a nostra disposizione (EBM – Evidence-based medicine) indicano che in media si perdono meno di cinque chili di peso corporeo all’anno. Con la chirurgia si può perdere dal 20 al 30% del peso corporeo. Per esempio si può passare da 150 chili a circa 105. Ma nel lungo termine, cioè a distanza di 20 anni, il calo ponderale si riduce al 18% del peso iniziale. 

Ma allora come si spiega il fatto che i centri di dimagramento o le diete alla moda promettano perdite anche di 20 o 30 chilogrammi in soli sei mesi? In realtà rapidi cali ponderali con diete drastiche sono difficili da mantenere nel tempo e quindi risultano insostenibili. Di fatto non c’è evidenza che siano efficaci. Le diete alla moda funzionano, nel breve termine, perché eliminano interi gruppi alimentari, propongono talora un solo tipo di cibo per pasto, escludono buona parte dei carboidrati e sono iperproteiche. In pratica consigliano: carne, pesce e verdure.

Spesso dimentichiamo che l’obesità è una malattia cronica come il diabete mellito e l’ipertensione arteriosa. E come non si può guarire dall’ipertensione arteriosa (si può solo trattare) non si può neppure guarire dall’obesità perché  non esiste cura. L’obesità si può trattare riducendo il peso e curando altri aspetti come l’ansia, la depressione, le difficoltà nel movimento con ginnastica specifica, oltre a  tutte le complicanze associate come il diabete, l’osteoartrite, l’ipercolesterolemia…

Le diete alla moda sono infinite e ogni giorno ne viene proposta una nuova. In Australia, un popolare chef televisivo, Pete Evans, nel 2014 pubblica un libro in cui propone la Paleo Diet per tutta la famiglia. Fortunatamente le autorità sanitarie sono intervenute per bloccare il libro, onde prevenire gravi problemi di salute nei bambini. La Paleo Diet o dieta dell’uomo delle caverne è una delle peggiori diete, assieme alla Ducan, inventate negli ultimi anni. Sostiene che l’uomo dovrebbe mangiare come gli antenati prima dell’avvento dell’agricoltura (circa 10000 anni fa), quindi tanta carne, verdura e niente cereali, latte e formaggi.

Poiché nessuno può sapere come mangiavano i nostri progenitori nel Paleolitico, in realtà si tratta di una “paleofantasy” (come scrive Marlene Zuk in Paleofantasy: What Evolution Really Tells Us About Sex, Diet, and How We Live), basata sulle ipotesi dei suoi sostenitori. Il problema è che Pete Evans, contro il parere delle autorità, ha deciso di pubblicare il suo libro in formato elettronico e ha oltre 700.000 follower su Facebook. È il potere dei media. Qualunque persona può diventare una celebrità con milioni di fan disposti a seguirlo.

Una delle ultime new entry nel variegato mondo delle diete alla moda (usa e getta) è la dieta del supermetabolismo (proposta da Haylie Pomroy ne La dieta del supermetabolismo. Mangia di più perdi più chili). Promette – wow! - dieci chilogrammi in 28 giorni. 

Ma ipotizzando che  una persona in sovrappeso possa consumare sulle 2.500 calorie al giorno e supponendo che la dieta apporti anche solo 1.000 calorie al giorno, otteniamo un deficit di circa 1.500 che moltiplicato per 28 giorni porta a circa 42.000 calorie in meno. Ciò significa che è possibile  perdere al massimo 6,4 chilogrammi al mese. Quindi ammesso che qualcuno arrivi anche a perdere dieci chili significa che probabilmente è disidratato e ha minor contenuto intestinale (meno feci). Insomma promettere di perdere 10 chilogrammi in 28 giorni è falso. 

E’ come se esistessero due mondi paralleli. Da un lato ci sono i professionisti (medici o dietisti) che trattano seriamente l’obesità. Dal lato opposto c’è tutta una letteratura sui generis, centri di dimagramento, strani personaggi che ne inventano di tutti i colori.

Non è facile riconoscere un libro serio da uno che non lo è. Ad esempio La Zona Mediterranea (2015) è un testo molto ben fatto. Il 90% di ciò che è scritto è corretto. Ma ci sono alcune sbavature che portano a formulare una dieta completamente sbilanciata. Anche un medico che non ha studiato nutrizione, rimane incantato leggendo quel libro, figuriamoci la popolazione generale.

Ne La dieta mediterranea anzi italiana, uno dei pochi libri seri sull’argomento pubblicato in Italia, Andrea Ghiselli descrive un’altra dieta, quella del tè verde. Fate bollire quattro litri di acqua in una casseruola poi aggiungete circa 20 grammi di foglie di tè verde. Dopo tre minuti togliete le foglie e lasciate raffreddare l’infuso. Nel frattempo mettetevi un paio di scarpe da ginnastica e uscite. Correte per circa un’ora, poi rientrate. Al ritorno l’infuso avrà raggiunto la temperatura giusta, togliete scarpe e calze, versate il liquido in un catino e immergetevi i piedi stanchi. Avrete miracolosamente bruciato 500 calorie. La prossima volta dunque che capiterà di imbattersi in una nuova dieta dimagrante, conviene ricordare che “Babbo Natale non esiste e per vendere si inventano sempre bufale per allocchi”. 

In conclusione va detto come sia difficile gestire con successo una malattia cronica come l’obesità. Non esistono scorciatoie e la cura, come per l’ipertensione arteriosa, dura per tutta la vita.

Antonio Pratesi