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Una lezione al liceo internazionale per l'impresa Guido Carli a Brescia. Foto: Massimo Pistore

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Liceo di quattro anni? / 3

Liceo breve, alla scoperta della sperimentazione

14 maggio 2014

Due classi e poche aule, ma altre sono già pronte e attrezzate per accogliere, a settembre, i nuovi studenti. Una quarantina di allievi, un silenzio quasi irreale. Quattro indirizzi, una decina di lingue, o poco meno, tra cui scegliere (anche giapponese, cinese e russo), un buon numero di professori under 30, iPad per tutti, lezioni partecipate in italiano e in inglese, una community online per il confronto tra studenti e docenti, focus sulle competenze e i talenti individuali. E tutto questo in quattro anni di studio, anziché cinque. Si finisce prima al Guido Carli di Brescia, liceo internazionale per l’impresa che, per l’anno in corso, ha ricevuto il via libera a procedere con la sperimentazione del cosiddetto “liceo breve”: quattro anni e poi la maturità, un tentativo di accorciare i tempi della secondaria superiore anticipando così lo sbarco degli studenti all’università e nel mondo del lavoro. 

Liceo Guido Carli

Una lezione al liceo Carli di Brescia. Foto: Massimo Pistore

“Siamo stati tra le prime scuole a partire con la sperimentazione. Anzi, aspetti, forse proprio la prima”. Barbara Ongaro, dirigente scolastica della scuola paritaria nata nel 2012, ci accoglie in sala insegnanti: “Qui ci riuniamo con regolarità per confrontarci e fare il punto sulle lezioni e i percorsi da intraprendere. La nostra è una scuola d’eccellenza non d’élite, ma l’ammissione prevede una prova di accertamento per valutare livello e motivazione degli studenti. Ci proponiamo come un luogo di formazione piena della persona; qui i ragazzi si sentono liberi di potersi esprimere, anche grazie al buon utilizzo della leva della valutazione che non deve essere mai percepita come una spada di Damocle”. 

E spiega: “Si è iniziato a lavorare a questa scuola tra il 2007 e il 2008, pensando fin dall’inizio di doverci adeguare agli standard internazionali. Quando ne parlò l’ex ministro Profumo, ancora prima che l’idea fosse rilanciata da Maria Chiara Carrozza, noi sapevamo di essere già pronti perché l’approccio sperimentale è alla base del nostro progetto”, e quindi ora in linea con gli obiettivi della sperimentazione del Miur. “Ci siamo presentati con il progetto del doppio biennio, inizialmente proponendo il quinto anno con un programma di esperienze professionalizzanti e approfondimenti di impianto seminariale su temi specifici, con l’idea però che la programmazione venisse esaurita entro il quarto anno. Un percorso didattico inquadrato giuridicamente nell’ambito dell’art. 11 ex Dpr 275, 1999. L’impianto era dunque quadriennale anche nel progetto di avvio, approvato dal ministero con decreto del 2011. Poi, per l’anno in corso, si è attivato il percorso quadriennale tout court, in linea con la sperimentazione del liceo breve, con un piano educativo approvato, con decreto, dal ministero dell’Istruzione”.

Non si resta a scuola più ore degli altri - si entra alle 8.30, si esce alle 13.30, qualche volta alle 14.15 - si lavora semplicemente in modo diverso, “attraverso la costruzione progressiva di un portfolio personale che garantisce il coinvolgimento diretto e proattivo di ciascuno studente”, con più attenzione alle competenze individuali, utilizzando materiali originali per le lezioni, sfruttando i vantaggi del tutoring e del coaching, “con docenti a disposizione degli studenti anche dopo le lezioni”, e puntando sull’internazionalizzazione, la didattica integrata, con lezioni in lingua (tra le materie anche il problem solving), workshop e formazione trasversale esperienziale.

Anna Ruggeri ha 28 anni e al Carli insegna italiano: “Questo è un liceo che mette insieme le eccellenze della scuola italiana e di quella anglosassone, partendo da basi classiche imprescindibili guarda al modello europeo. In classe io insegno in maniera tradizionale, certo, poi però invito i ragazzi ad affiancarmi e costruisco con loro nuove lezioni, momenti di condivisione delle conoscenze e di confronto. Diciamo che scommetto su di loro”. L’obiettivo è quello di superare la semplice lezione frontale, puntando sulla cooperazione e la partecipazione attiva degli studenti. E sulla sperimentazione Ongaro non ha dubbi: “Non possiamo pensare di tornare indietro, questo deve essere il futuro della scuola”.

Dall’esperienza di una scuola paritaria al programma a cui sta lavorando una statale della provincia veneta. Dagli spazi pacifici del Carli ad aule e corridoi gremiti di studenti (circa un migliaio) dell’Anti.

Anche l’istituto superiore Carlo Anti di Villafranca di Verona si prepara, dunque, ad avviare la sperimentazione, lo farà da settembre, aprendo l’anno scolastico 2014-2015 con una importante novità: due classi in più, da inserire nella sperimentazione del ‘liceo breve’. 

l'istituto superiore Carlo Anti

Un laboratorio dell'istituto superiore Carlo Anti di Villafranca veronese. Foto: Massimo Pistore

“La nostra scuola comprende l’Itis, il liceo scientifico delle scienze applicate, l’indirizzo commerciale e il liceo artistico. Inaugureremo la sperimentazione partendo dall’Itis e dal liceo delle scienze applicate – spiega il dirigente scolastico, Claudio Pardini - Aumenteranno le ore per le materie scientifiche e le lingue, ma non in maniera eccessiva perché all’Anti facciamo già ore in più, dedicandole soprattutto ai laboratori. Le 32 ore dell’Itis diventeranno 34 e al liceo delle scienze applicate si passerà da 27 a 30. Ma la vera grande rivoluzione avverrà fuori dalle aule: sfruttando soprattutto l’e-learning con 4 ore pomeridiane di tutorato in piattaforma”, l’utilizzo di metodologie di flip teaching e debate, le verifiche online. 

“I ragazzi avranno la possibilità di lavorare molto e bene da casa, mantenendo un dialogo a distanza con i professori”, sottolinea Pardini. 

E gli insegnanti? Di nuovi certamente non ne arriveranno, quindi a chi sarà richiesto lo sforzo? “A lavorare con i nuovi studenti saranno i nostri professori, ma non verrà chiesto uno sforzo eccessivo. Ci stiamo già organizzando e la disponibilità dei docenti dell’Anti c’è”. Per accedere al programma quadriennale dell’Anti non sarà necessario dimostrare di avere un grado di preparazione particolarmente alto, non saranno richiesti eccezionali talenti o meriti scolastici. “Quel che conta è la motivazione”.

Francesca Boccaletto