Scienza e ricerca

Foto: Massimo Pistore

Scienza e ricerca

Il Giardino della biodiversità apre al pubblico

15 settembre 2014

Apre al pubblico il prossimo martedì 16 settembre (lunedì 15 la presentazione per la stampa) il Giardino della biodiversità, che andrà a integrare l’Orto botanico di Padova, il più antico del mondo, dal 1997 parte del patrimonio mondiale Unesco.  La nuova struttura è stata ideata dall’architetto Giorgio Strappazzon dello studio VS Associati di Vicenza, che ha vinto un concorso internazionale con un progetto di forte effetto, basato su un’estetica moderna e razionale e sul basso impatto ambientale.

Spicca nel nuovo spazio, distinto ma perfettamente contiguo all’Hortus simplicium, l’edificio delle serre, con un fronte di 100 metri interamente rivestito in vetro e un’altezza che arriva fino a 18. Un effetto ottenuto attraverso un nuovo sistema di fissaggio, senza profili esterni e in grado di sopportare carichi di vento oltre i 400 kg/mq. Un vero e proprio Solar Active Building, progettato per mantenere e trasformare l’energia solare attraverso l’impiego di materiali innovativi e l’installazione di pannelli fotovoltaici. Il complesso sarà inoltre provvisto di un sistema per la raccolta dell’acqua piovana, che sarà poi immagazzinata per essere utilizzata nell’irrigazione delle piante. Sono 1.300 le specie provenienti da tutto il mondo ospitate, che si aggiungeranno alle 6.000 già presenti nell’Orto storico. Le piante sono divise in ambienti omogenei per umidità e temperature, che simulano le condizioni climatiche dei biomi del Pianeta: dalle aree tropicali a quelle subumide, dalle zone temperate a quelle aride. 

Si tratta probabilmente dell’intervento più importante nella storia dell’Orto botanico, negli oltre 450 anni dalla sua creazione. Esso fu infatti fondato dalla Repubblica di Venezia nel 1545 per lo studio e la coltivazione dei “semplici”: le piante medicinali che allora costituivano la base della medicina e della farmacologia. La struttura cinquecentesca, basata su una elegante – e per certi versi misteriosa – simbologia formata di quadrati e di cerchi inscritti,  fu realizzata da Daniele Barbaro e Pietro Da Noale, ed ebbe come primo curatore Luigi Squalermo detto Anguillara, che vi introdusse circa 1.800 specie. Del 1552 invece, a causa dei continui furti di piante,  è l’innalzamento della recinzione in laterizio, che diede all’Orto la forma che ha sostanzialmente mantenuto fino ad ora. Nei secoli L’Hortus padovano è stato un importante centro scientifico, che ha introdotto in Italia e in Europa specie vegetali di varia importanza (dal lillà alla patata) e che ha ispirato la nascita di struttura analoghe in tutta Europa. Nel tempo poi si sono aggiunte la Biblioteca (che oggi raccoglie oltre 20.000 volumi), il Museo Botanico e l’Erbario. 

La riflessione sulla necessità di una ristrutturazione e di un ampliamento risalgono agli anni Novanta del secolo scorso, quando l’abbassamento della falda acquifera mette in pericolo il delicato ecosistema del giardino. Nel 2003 viene acquistata l’area dove oggi sorge il Giardino della biodiversità, con lo scopo innanzitutto di fornire all’Orto una cintura di protezione rispetto all’ambiente urbano circostante. Dopo la scelta del progetto e il completamento delle serre, presentate alla stampa lo scorso anno, la nuova struttura negli ultimi mesi è stata fornita di un apparato espositivo d’avanguardia, articolato in diversi percorsi tematici e in decine di reperti, pannelli, video e postazioni interattive. Integrati dall’uscita di un’apposita app, disponibile per sistemi iOs e Android, che permetterà a telefonini e tablet di interagire con lo spazio espositivo prima, durante e dopo la visita. L’obiettivo è anche quello di aprire l’area a un rapporto sempre più stretto con la città, rafforzandone al tempo stesso il suo potenziale attrattivo per i turisti, italiani e stranieri. 

L’apertura al pubblico sarà accompagnata da una ricca serie di eventi, tra cui il teatro di Gabriele Lavia e la musica di Mario Brunello, Sonig Tchakerian, la Banda Osiris, Remo Anzovino e Stefano Bollani. Contemporaneamente presso il nuovo centro espositivo verrà presentata una mostra del pittore Giovanni Frangi, allestita appositamente intorno al tema Alles ist Blatt, “tutto è foglia”: un omaggio alle riflessioni di Goethe, che il 27 settembre 1786 visitò l’Orto restando colpito soprattutto da un’esemplare della Palma di San Pietro. Non mancheranno nemmeno le iniziative per i più piccoli, che si concentreranno soprattutto nei giorni di sabato 20 e domenica 21 settembre. Tutti gli eventi per l’inaugurazione su www.ortobotanicopd.it