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Foto: Simone Donati/TerraProject/contrasto

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Liceo di quattro anni? / 2

Durata delle scuole superiori, l’Europa va in ordine sparso

13 maggio 2014

Diploma di maturità dopo quattro anni di studi: la sperimentazione in corso in Italia, che accorcia di un anno la durata delle scuole superiori, non può non indurci a curiosare negli ordinamenti scolastici europei, per capire come si regolano gli altri Stati dell’Unione. In realtà è molto difficile fare confronti a partire dal concetto italiano di “scuola secondaria di secondo grado”, perché in Europa la struttura dell’istruzione ha delle sue peculiarità in ogni Paese, quindi cicli e gradi non corrispondono. Molto meglio, quindi, usare la classificazione internazionale Isced 1997, creata dall’Unesco proprio per risolvere questo problema.

L’Unesco individua sette livelli di istruzione, che vanno dallo zero (scuola per l’infanzia) al sesto (gli studi finalizzati a formare i ricercatori). Una revisione dei livelli Isced ha portato, nel 2011, a definire nove livelli complessivi, senza però mutare quelli che analizzeremo. Il livello che a noi interessa è il terzo (“upper secondary”), che identifica il ciclo preuniversitario o finalizzato a formare “competenze professionali rilevanti”. Vediamo anzitutto, a prescindere dalla durata del ciclo nei vari Paesi, a che età gli studenti europei lo terminano. Fatte anche qui le doverose eccezioni (alcuni ordinamenti sono molto complessi e ramificati), l’Unione si divide in due gruppi principali: da una parte l’ex Europa dell’Est, i Paesi nordici e l’Italia, in cui il ciclo si conclude a 19 anni; dall’altra gli stati dell’Europa occidentale, in cui il diploma si consegue a 18. La Germania è a metà strada (le scuole di questo livello terminano a 18 o 19 anni a seconda dell’indirizzo scelto).

È da notare che questo ciclo si intreccia con il termine dell’obbligo scolastico, che nella maggioranza dei Paesi europei è fissato a 16 anni: un’età che, a seconda dell’ordinamento nazionale considerato, può ricadere o nel terzo livello Isced, o (è la maggioranza dei casi) al confine tra secondo e terzo livello, o (molto più raramente) all’interno del secondo livello (sono i casi di alcuni Paesi dell’Est Europa in cui il secondo ciclo dura fino ai 17 anni). Risulta quindi evidente come, rispetto al modello italiano, la maggioranza dei componenti dell’Unione opta per un secondo livello (“lower secondary”) che rispetto alle nostre scuole medie triennali è spostato in avanti, e si estende fino ai 15 o 16 anni contro i nostri 14; invece, ad essere abbreviato praticamente ovunque è, rispetto al nostro quinquennio superiore, il terzo livello (“upper secondary”), che dura in genere 3 o 4 anni, e si conclude a 18 o 19 anni a seconda dell’area europea analizzata (una esigua minoranza di Stati prevede una durata biennale o di cinque anni come in Italia).

Se dunque tentiamo di riassumere un panorama molto variegato, e cerchiamo di trovare aspetti comuni, possiamo dire che una maggioranza di Paesi prevede una “scuola media” che si protrae fino ai 15/16 anni (momento che spesso coincide col termine della scuola dell’obbligo) cui segue un triennio o quadriennio di “scuola superiore” che si conclude, ovunque, a 18 o 19 anni di età. Andando poi nel dettaglio dell’istruzione “upper secondary” in alcuni tra i maggiori Stati europei, la Francia dedica a questo ciclo un triennio (15–18 anni) in cui gli studenti possono frequentare il lycée negli indirizzi generale (propedeutico agli studi universitari), tecnologico (area tecnico-scientifica) oppure professionale (finalizzato all’inserimento nel mondo del lavoro, con eventuali percorsi scuola-lavoro). In Spagna il tipico terzo livello Isced è biennale (16–18 anni) e prevede il bachillerato (studi generali) o moduli biennali di formazione professionale teorico-pratici. In Inghilterra (ogni nazione costitutiva del Regno Unito ha un proprio ordinamento scolastico) il livello “upper secondary” è inserito come seconda parte del più ampio ambito delle secondary schools, ciclo unitario che abbraccia l’istruzione dei ragazzi tra gli 11 e i 18 anni. Esistono però anche colleges biennali che si rivolgono esclusivamente a studenti tra i 16 e i 18 anni. Vi sono poi numerose varianti nell’organizzazione scolastica che sono diffuse in un numero limitato di aree della nazione. Dai 16 ai 18 anni i programmi prevedono tanto programmi di carattere generale quanto percorsi professionalizzanti, alternati o no a tirocini ed esperienze lavorative.

In Germania, infine, troviamo il sistema di istruzione “upper secondary” più complesso e ricco, che costituisce il naturale proseguimento di un livello precedente ad esso collegato ed altrettanto variegato. Una ricchezza che si traduce anche in una grande flessibilità, che permette frequenti passaggi da un indirizzo all’altro nel corso dello stesso ciclo. Ciclo inferiore e superiore coprono la fascia d’età che va dai 10 ai 18 o 19 anni. In genere il ciclo superiore inizia a 16 anni e si conclude a 18 o 19, a seconda del percorso scelto. La scuola principale per gli studi generali è la Gymnasiale Oberstufe, che costituisce la parte finale (dai 16 ai 18-19 anni) del Gymnasium. Nella stessa fascia d’età c’è il biennio (16–18 anni) della Fachoberschule: un primo anno di lezioni teoriche e tirocini, un secondo anno di materie professionalizzanti. C’è anche la Berufsfachschule, una scuola per la fascia 16–19 anni orientata al mondo del lavoro, che lascia ampio spazio alla pratica professionale. Vi sono poi molte varianti, anche specifiche dei singoli Länder (gli Stati federati della Germania).

Come si vede, in Europa tra tante formule diverse c’è una costante: quasi ovunque, le scuole equivalenti ai nostri licei (o istituti superiori) non durano più di quattro anni. Vale la pena di rifletterci. 

Martino Periti

Nel prossimo articolo: due casi di sperimentazione in Italia