Le opinioni

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Dagli incunaboli a Facebook. L’Accademia della Crusca oggi

4 dicembre 2012

Sono passati almeno duecento anni da quando Ugo Foscolo si lamentava di una lingua italiana intrappolata fra le “dispute d’accademie grammaticali e di scuole, e i precetti infiniti di neologisti e cruscanti”.

Dove “cruscanti”, s’intuisce, equivale a pedanti e conservatori.
Per secoli è stata questa, grosso modo, l’immagine comune dell’Accademia della Crusca, ultimo baluardo di difesa di una lingua immobile, asettica e aristocratica, ostile a ogni minimo cambiamento. Un’etichetta ancor oggi dura da strappar via, e che certamente rende difficile, se non impossibile, non soltanto promuovere l’utilità di questa antica istituzione verso il grande pubblico, ma addirittura giustificare la sua stessa esistenza. Tant’è che, giusto l’anno scorso, l’Accademia ha rischiato di essere cancellata (assieme a ogni altro ente con meno di 70 dipendenti) da una delle tante manovre finanziarie lanciate dal governo. Oggi, com’è noto, l’allarme è rientrato: dopo anni di stenti e incertezze, alla Crusca è riconosciuta la natura giuridica pubblica e, grazie al decreto “Salva Italia”, una dotazione stabile annua che però, a conti fatti, risulta appena sufficiente a pagare il personale, a coprire le spese ordinarie e a mantenere l’edificio, la splendida Villa medicea di Castello. E mentre i soldi scarseggiano, il lavoro certo non manca: per svolgere le proprie funzioni, l’Accademia può contare su un organico costituito da appena 6 dipendenti, ai quali si affiancano collaboratori con contratti precari e giovani volontari. La stessa presidente, Nicoletta Maraschio, e gli accademici che compongono il consiglio direttivo non sono stipendiati. In Germania, tanto per rendere l’idea, l’Istituto di Mannheim per la lingua tedesca riceve dal suo Stato 8 milioni di euro l’anno e dispone di circa 80 dipendenti stabili.
Ma, esattamente, che cos’è e a cosa serve l’Accademia della Crusca oggi? L’Istituzione, com’è noto, è molto antica. Fu fondata nel 1583 da un gruppo di intellettuali fiorentini guidati da Lionardo Salviati, insigne filologo e teorico della lingua. La fama dell’Accademia è legata principalmente alla realizzazione (ma potremmo dire “invenzione”, data l’epoca) del primo grande dizionario di una lingua moderna, il Vocabolario degli Accademici della Crusca (Venezia 1612): l’opera dette un contributo decisivo alla codificazione e alla diffusione della lingua italiana e rappresentò un modello di riferimento imprescindibile per tutti i dizionari europei successivi. Proprio al Vocabolario, che quest’anno compie 400 anni, e alla storia della lessicografia italiana era dedicato il X Convegno internazionale dell’ASLI (Associazione per la Storia della Lingua Italiana) tenutosi nei giorni scorsi tra Padova e Venezia.
La storia dell’Accademia, tuttavia, non è solo passato: è anche presente. L’istituzione oggi rappresenta, in Italia e nel mondo, il più importante centro di ricerca scientifica dedicato allo studio e alla promozione della lingua italiana. Grazie alla collaborazione con le università, la Crusca favorisce la formazione di nuovi ricercatori nel campo della linguistica e della filologia italiana mettendo a loro disposizione una biblioteca specialistica di oltre 128.000 volumi e un archivio ricco di preziosi documenti, come ad esempio autografi di Voltaire, Manzoni, Leopardi, Tommaseo, Carducci o De Amicis. L’Accademia prosegue inoltre la propria attività editoriale, organizza incontri, seminari, convegni sulla lingua italiana. Le attività e i servizi dell’Accademia  non si rivolgono esclusivamente agli specialisti: molte energie e risorse, infatti, sono dedicate anche a diffondere, nella società italiana e in particolare nelle scuole, la conoscenza storica della nostra lingua e la coscienza critica della sua continua evoluzione. Per fare questo l’istituzione  cerca il contatto diretto con un pubblico vasto ed eterogeneo.

Una vocazione, si può dire, cui l’Accademia risponde da oltre 20 anni con la pubblicazione, ad esempio, de La Crusca per Voi, un periodico semestrale con articoli su quesiti di carattere grammaticale o lessicale che arrivano quotidianamente alla redazione. La Crusca oggi è presente anche online, attraverso un sito web che è un vero e proprio “portale” della lingua italiana, e dove è possibile navigare fra biblioteche virtuali, contenuti multimediali e curiosità, partecipare a dibattiti sulla lingua, porre domande o segnalare parole nuove. Non solo. Nell’ultimo mese l’Accademia è sbarcata su Facebook, Twitter e Youtube, proprio per sensibilizzare e avvicinare ulteriormente il largo pubblico – soprattutto giovanile – allo studio e alla conoscenza della lingua italiana. Come ricorda la presidente: “le piattaforme dei social network non possono essere ritenute portatrici di deterioramento linguistico. Come la radio e la tv, rappresentano un fenomeno di cambiamento della lingua, e per questo devono essere considerate e studiate”. Del resto la lingua italiana è la nostra storia, ma (si spera) anche il nostro futuro.
Barbara Fanini