Cultura

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Consigli di letture estive: Pievani

4 agosto 2017

L’Italia sicuramente (e purtroppo) non è uno dei Paesi in cui la lettura spopola. Anche gli ultimi dati a disposizione parlano di una situazione poco rosea: nel 2016 sono circa 33 milioni le persone con più di 6 anni che non hanno letto nemmeno un libro in un anno, pari al 57% della popolazione. Le percentuali salgono leggermente in estate. Per invogliare alla lettura e magari alla scoperta di libri che non si è mai pensato di aprire, abbiamo intervistato alcuni professori dell’università di Padova che ci hanno spiegato quali libri portano in valigia e hanno dato qualche suggerimento. Il primo è il professor Telmo Pievani, titolare degli insegnamenti di Bioetica e di Divulgazione scientifica, dal 2016 delegato del rettore per la Comunicazione istituzionale.

Cosa leggerà in vacanza quest’estate? Ci dice almeno tre libri che metterà in valigia?

Le vacanze estive per me rappresentano ormai da anni un raro e prezioso momento di recupero di letture che avrei dovuto o voluto fare durante l’anno. Quindi poche letture di evasione e molte letture che attengono al mio campo di studi. Mi porterò sicuramente in valigia Il manoscritto di Stephen Greenblatt (BUR), la storia di come fu riscoperto nel Quattrocento il De rerum natura di Lucrezio, vicenda che mi interessa e mi appassiona da tempo. Poi sicuramente L’uomo in rivolta e Il mito di Sisifo di Albert Camus (Bompiani), perché sto scrivendo un saggio sui rapporti di amicizia e di reciproca influenza tra due Premi Nobel francesi, Camus appunto e il grande genetista Jacques Monod. Assocerò Camus alla lettura de L’etica del ribelle, recente intervista rilasciata dall’amico e mentore Giulio Giorello (Laterza). Poi se mi resta tempo vorrei rileggere le Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar (Einaudi).

Quali libri si sentirebbe di suggerire tra quelli che ha già letto? Ci sono dei ricordi collegati ad essi?

Un capolavoro che suggerisco sempre di leggere e rileggere, sul tema della contingenza della vita, è La vita meravigliosa (Feltrinelli) del mio maestro evoluzionista Stephen J. Gould, un libro che ricordo come la svolta per i miei interessi di ricerca. Cambiando argomento, di recente ho letto e recensito sul Corriere della Sera una splendida biografia del geografo, esploratore e naturalista Alexander von Humboldt, un vero eroe perduto e dimenticato della scienza, scritta dalla storica e scrittrice inglese Andrea Wulf, dal titolo L’invenzione della natura (LUISS University Press). Una lettura avvincente per una vita avventurosa che diventa la chiave di lettura per capire il periodo che va dalle rivoluzioni francese e americana al romanticismo, davvero bellissimo e sorprendente. E poi suggerisco a tutti una perla di saggistica naturalistica che fa entrare nella vita segreta e nella mente degli insetti sociali per eccellenza: L’intelligenza delle api, firmato dal Konrad Lorenz delle api, il tedesco Randolf Menzel (Cortina, insieme a Matthias Eckoldt). Per chi volesse, si potrebbe organizzare in vacanza un interessante approfondimento monografico sulle api, aggiungendo anche il bel romanzo fanta-storico della norvegese Maja Lunde, La storia delle api (Marsilio), e per finire Il tempo delle api di Mark Winston (Il Saggiatore).

Quali sono i generi e i supporti che di solito preferisce per la lettura? Dove legge di solito?

Non mi sono ancora convertito alla lettura di e-book su Kindle o altri supporti di e-reading. Leggo libri al computer in PDF solo quando devo recensirli rapidamente e non c’è tempo per ricevere il cartaceo oppure è un’anteprima e non è ancora uscito. Preferisco decisamente il libro cartaceo con il suo odore di inchiostro, gli appunti a matita che si spandono ovunque e che ti danno la sensazione di aver posseduto quel libro, e il mio segnalibro con il testone di Darwin che mi guarda. Peraltro continuo a trovare la lettura su cartaceo meno affaticante per gli occhi. Leggo ovunque mi capiti e sia fisicamente possibile. È una forma di nutrimento, appagante e rilassante: idee, storie, concetti, intuizioni, connessioni anche inaspettate finiscono dentro un grande calderone mentale da cui poi fuoriescono - opportunamente metabolizzate, trasformate e reinterpretate - come contenuti dei miei saggi e dei miei libri.