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Biennale: notizie dal fronte

In un panorama desolato, dominato dalla frenesia del capitale, c’è ancora chi riesce a raccogliere le sfide di una modernità multiforme promuovendo un’architettura che parte dal basso, che si prende cura quotidianamente del bene comune per migliorare i luoghi in cui viviamo.

Attraverso le esperienze di coloro che lottano ogni giorno per un’architettura di qualità, Alejandro Aravena, curatore della quindicesima edizione della Mostra internazionale di architettura, vuole offrire un diverso punto di vista in grado di allargare gli orizzonti della disciplina.

La Biennale architettura rimarrà aperta fino al 27 novembre a Venezia.

Testi e foto di Stefano Gueraldi

Leggi anche: Biennale, l'eleganza del poco e del riciclo

Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
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Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi
Biennale Architettura 2016 – Stefano Gueraldi

1. Gabinete de Arquitectura (Asuncion)
L’uso di un materiale povero e a basso costo come il mattone per creare, anche nei Paesi in via di sviluppo, architettura di qualità con manodopera non qualificata. (leone d’oro per il miglior partecipante)

2-3. Transsolar (Stoccarda)
Può l’utilizzo di risorse e conoscenze locali produrre efficienza energetica, senza ricorrere a costose tecnologie che rendono l’idea progettuale sempre realizzabile a qualsiasi costo?

4. Bernaskoni (Mosca)
Dal disegno all’edificio senza perdere in integrità. La tenacia di un progetto che pur mantenendosi lontano dalla mediocrità architettonica contemporanea è allo stesso tempo non ostentato o scioccante.

 

5-7. Aires Mateus (Lisbona)
Lontano dall’architettura urlata che utilizza la forma per nascondere l’assenza di contenuto, la ricerca della bellezza passa attraverso la capacità di cogliere i desideri e renderli umani.

8-9. Al Borde (Quito, Ecuador)
Fare architettura consapevoli di «correre sotto il fuoco nemico cercando di sopravvivere» in un mondo dove il costo del progetto non è legato alla sua qualità architettonica.

10. Kashef Chowdhury / Urbana (Dhaka)
Fare architettura in contesti difficili, partendo dalle risorse disponibili senza mai rinunciare alla qualità degli spazi, l’uso sapiente della natura per dialogare con il paesaggio

11. M. Giuseppina Grasso Cannizzo (Ragusa)
Quando l’architettura opera su piccola scala, lontano dalle dinamiche di mercato, permette un maggior controllo sul processo creativo. Un lavoro quotidiano che lascia il segno, al di là del progetto. (menzione speciale)



12. NLÉ (Amsterdam)
La baraccopoli di Lagos (Nigeria) è costruita su palafitte galleggiati e gli abitanti si spostano soprattutto in canoa. La scuola galleggiante progettata da NLÉ risponde efficacemente ai costanti mutamenti demografici della popolazione permettendo la mobilità del servizio. (menzione speciale)

13-15. designworkshop: sa (Durban)
La riqualificazione della periferia di Durban (Sudafrica), attraverso interventi di riconversione che hanno creato collegamenti e connessioni dove c’erano vicoli ciechi, ha portato vitalità dove c’era violenza e pericolo.

 

16. Forensic Architecture (Londra)
Usare la logica architettonica per analizzare gli eventi e cercare le prove di una deliberata intenzione criminale. Una sorta di architettura forense, volta a smascherare i crimini contro l’umanità.


17-19. Stati Uniti d’America
Oggi Detroit è una città che deve confrontarsi con le continue sfide sociali e ambientali che i cambiamenti di una società globalizzata hanno portato. Progetti per rigenerare il tessuto urbano di una città post industriale per consegnarla al XXI secolo.

 

 

 

 

 

 

20-21. Perù
L’utilizzo di un’architettura modulare rispettosa delle risorse viene utilizzata per la ricostruzione di centinaia di scuole nei luoghi più inaccessibili della regione amazzonica, creando uno spazio per progetti educativi capaci di restituire la dignità alle popolazioni indigene. (menzione speciale)

 




22-24. Italia
Una visione fortemente sociale dell’architettura, con interventi che partono dal basso per interventi di rigenerazione in aree di marginalità in grado di ripensare al concetto di bene comune e generare una nuova consapevolezza civica.

 

 

25. Giappone
La perdita di identità che sta affrontando il Giappone post industriale ha portato a un’atomizzazione dell’individuo sempre maggiore, che rende necessario pensare a un nuovo modello di comunità che vada oltre la famiglia, per produrre coesione sociale e modelli alternativi di vita collettiva. (menzione speciale)

26-28. Cile
Partire dal mondo rurale, dai suoi paesaggi e dalle sue usanze così lontane dai luoghi fortemente urbanizzati, per contribuire a migliorare, attraverso l’architettura, la qualità della vita delle persone che vi abitano.

 


29. Spagna

La capacità di evolversi diventando una delle parti di un processo. In un contesto di crisi economica l’incompiuto è l’impronta transitoria che lascia aperta la porta alle idee e agli interventi del futuro. L’architetto diventa così un anello nella catena della vita di una struttura. (leone d'oro per la miglior partecipazione nazionale)


30-32. Gran Bretagna
Il cambiamento sociale ci porta a ridefinire gli spazi. All’architettura la sfida di disegnare nuovi orizzonti per la vita domestica, suddivisa in unità di tempo – scandita in ore, giorni, mesi, anni – a seconda dei periodi di utilizzo dello spazio abitativo.

 

 

33. Irlanda
Il progetto del centro di ricovero per malati di alzheimer ricostruito attraverso i ricordi che emergono dalla memoria dei pazienti: frammentati, sovrapposti, disgiunti. L’edificio assume un aspetto multidimensionale, dove il tempo e lo spazio assumono nuovi significati.

34-36. Polonia
La vita di cantiere come testimonianza fondamentale nel dibattito sul fare architettura. Le parole e i racconti degli operai impegnati ogni giorno nel processo di costruzione.

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