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Biennale: quando l’arte è una cosa viva

Rileggere l’arte con gli artisti e per gli artisti, alla ricerca di spunti di riflessione che siano in grado di rispondere agli interrogativi fondamentali per reinventare il mondo di domani.

Le singole individualità, tra sogno, spiritualità, incontro e utopia disegnano relazioni che si dipanano attraverso i nove capitoli pensati da Christine Macel, curatrice della mostra. Per dare voce e responsabilità all’artista e immaginare un nuovo umanesimo.

VIVA ARTE VIVA, cinquantasettesima Esposizione internazionale d’arte de La Biennale di Venezia, rimarrà aperta fino al 26 novembre.

Testi e foto di Stefano Gueraldi

'Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
biennale arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi
Biennale Arte 2017 – Stefano Gueraldi

1-3. The mending project
Un tavolo, due sedie e una parete di fili colorati. Nell’opera di Lee Mingwei i visitatori sono invitati a portare i loro abiti strappati che saranno rammendati e uniti tra loro. Per creare legami e condividere relazioni.

4-5. The tyranny of consciousness / Chai
Quarantaquattro soli tramontano contemporaneamente davanti agli occhi dello spettatore, mentre un orologio digitale scandisce il tempo. Il conto alla rovescia pensato da Charles Atlas per la fine del mondo (menzione speciale).

6. Future fossil spaces
Una foresta di sale e litio mette in risalto le contraddizioni della vita moderna: il metallo, principe degli accessori tecnologici, è in realtà estratto con tecniche arcaiche ed è destinato ad esaurirsi.

7. Wallformation series
Nella gigantesca scultura abito realizzata da Franz Erhard Walther, il visitatore può toccare, indossare, scoprire. Può entrare tra le forme perdendosi nell’insieme (Leone d’oro per il miglior artista).

8-10. Green light – An artistic workshop
Rifugiati, richiedenti asilo, pubblico. Il lavoro collaborativo tra le persone può aiutare a fare luce sull’importanza delle relazioni, usando la creatività per affrontare le nostre paure. Nel progetto di Olafur Eliasson la lampada diventa il pretesto per andare oltre le diversità.

11. The sun, the moon and the stars
All’ingresso del padiglione centrale Dawn Kasper ha trasferito il suo atelier, dove vivere e lavorare. In mezzo ai visitatori. Scrive, compone, suona. Da sola o insieme ad altri artisti, come una scultura vivente.

12. Suspension
Nell’opera di Sebastián Díaz Morales un uomo è sospeso nel vuoto. Cade. Imperturbabile. Quasi fuori dal tempo. Mentre tutto intorno è un vortice.

13. Supermarket
La storia artistica di Hassan Sharif disposta sugli scaffali come in un supermercato. L’accumulo come risposta al consumismo.

 

14. Brasile. Cithia Marcelle
Un pavimento inclinato taglia orizzontalmente il padiglione creando un senso di instabilità e insicurezza, mettendo in discussione il rapporto tra sé e il mondo (menzione speciale).


15-17. Italia. Roberto Cuoghi
Una trasfigurazione del corpo. Sempre uguale e al tempo diversa. Come la vita. In un officina che prevede lo sviluppo dell’intero processo la materia organica viene modellata per dare vita alle forme secondo una logica di composizione e decomposizione, morte e rigenerazione.

18. Tunisia. Absence of paths project
In una società che ogni giorno perde un po’ della propria umanità nell’erigere muri invalicabili, tutti dovremmo possedere il passaporto universale per la libera circolazione della persone

19-20. Sudafrica. Candice Breitz
Attraverso la costruzione della narrazione, il racconto dell’esperienza traumatica vissuta dai rifugiati viene distorta e amplificata dall’influenza dei media. Si entra in empatia con la rappresentazione del reale o rimaniamo coinvolti dal profondo significato delle parole?

21-24. Austria. Brigitte Kowanz e Erwin Wurm
Il visitatore è invitato a farsi esso stesso scultura. A riappropriarsi dello spazio e del tempo. Per ritrovare se stesso diventando opera d’arte.


25. Stati Uniti. Mark Bradford

Le pareti sembrano sciogliersi e la rotonda del padiglione si trasforma in una grotta dove il visitatore attende la profezia dell’oracolo.


26-27. Russia. Grisha Bruskin e Recycle Group
Falangi di cortei senza meta sono lo specchio di una società impaurita, mentre l’umanità rimane imprigionata nella propria modernità.

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